Durata h. 2.15

Difficoltà  – E 

Km 5,2

Dislivello 730m

Traccia GPS  571

Come per il sentiero precedente, fino al bivio col 569. Il 571 sale deciso a destra.
Attraversata più in alto la Via Vandelli, proseguiamo nel bosco ora di faggi ora di abeti ad alto fusto, fino
ad una tetra e fitta pineta dove il sole non filtra.
Noi segnatori sognatori lasciamo segni bianco-rossi per guidare gli escursionisti e teniamo puliti i
sentieri per renderli più belli e facilitarne il cammino, ma qui la traccia è devastata dagli “amanti della
natura” motorizzati che hanno lasciato indelebili le proprie tracce con solchi profondi di fango e larghe
pozze di acqua che ristagna anche nella stagione secca. Ognuno lascia dietro di sè ciò che meglio lo
rappresenta…
Fuori dal bosco ci troviamo sulla piana del Lagaccione, una grande torbiera a volte in secca a volte
invasa dall’acqua tra le grosse zolle erbose: per evitarle conviene seguire le segnalazioni sulla sinistra
della torbiera a fianco di una bella abetaia fino ad una evidente rampa con doppia traccia che ripida
rimonta una balza erbosa.
La piana è un luogo di pace e di silenzi, ma in passato qui salivano dalle borgate a monte di
Sant’Andrea Pelago pastori, ragazzi e ragazze del luogo che qui si davano appuntamento in estate –
chi suonava la fisarmonica, chi ballava, chi cantava, si mangiava e si beveva. La piana era frequentata
anche da cavalli allo stato brado e la leggenda vuole che le loro code venissero trovate
inspiegabilmente a forma di treccia, opera sicuramente di una qualche strega, di cui le borgate a
quanto pare abbondavano.
A tal proposito, si narrava che per scoprire chi fosse davvero una strega bastasse mettere un pugno di
sale grosso nell’acquasantiera della chiesa la notte della messa di Natale: terminata la funzione
religiosa tutti ne sarebbero usciti ma non le streghe. Un ragazzo, sentito questo stratagemma, decise di
mettere alla prova le sue concittadine lasciando cadere un pugno di sale nell’acquasantiera nel

momento in cui intinse la mano per poi farsi il segno della croce. Finita la messa uno ad uno i fedeli
uscirono tranne il ragazzo che rimase a controllare. Dietro uno scuro confessionale vide un’ombra
muoversi e ne uscì una donna, una abitante dei Casoni la cui identità rimase un mistero. La donna lo
affrontò minacciosa: “Togli subito il sale dall’acqua santa e pulisci a modo, altrimenti non vedrai il
prossimo Natale!!!”, sibilò lei. Il ragazzo spaventato obbedì, vuotò l’acquasantiera, l’asciugò e la donna
immediatamente uscì di chiesa.
Tornando al nostro sentiero, rientrati nel bosco per breve tratto si raggiunge un palo segnaletico che ci
indica a destra l’ultima salita, dapprima attraverso un boschetto e poi per breve ed esposto crinaletto
sassoso ormai in prossimità della piatta cima erbosa dell’Alpesigola, da cui si gode un bel panorama
sulle Alpi Apuane e sull’Appennino Modenese e Reggiano.

Aggiornato 11/11/2025